Fredda nei modi, solitaria. Oltre ai normali scambi di parole, non spende mai una frase di troppo.
Sembra soltanto una donna qualunque, e la sua identità resta ignota. Si dice che qualche anno fa sia entrata nel Miraggio e che abbia conquistato in fretta il favore del Signore del Miraggio, guidando la grande nave-drago «Drago d’Argento» a solcare le acque intorno al Wulin del Sud.
Eppure, non si sa perché, davanti a Soul e Zuo Shang, mandati dall’«Organizzazione» a indagare sul Wulin del Sud, la sua espressione ha sempre qualcosa su cui riflettere. Che cosa potrà mai fare, lei, dentro questa matassa intricata di intrighi? Il tempo… darà la risposta.
Lo spostarsi di Yin Ling è agilissimo: quando si torce e guizza, agli occhi della gente comune non è che una linea d’argento tracciata nell’aria, e spesso l’avversario non ha ancora capito che cosa stia succedendo che il pugnale di Yin Ling gli è già nella carne.
Naturalmente, ciò in cui Yin Ling è più forte è in realtà l’arcieria: sostenuta da quel passo agile e dallo Sha che porta in corpo, riesce a scoccare in un batter d’occhio parecchie frecce di potenza impressionante, e nel momento stesso in cui toccano il nemico fa detonare lo Sha racchiuso nelle punte, provocando esplosioni di danno tutt’altro che lieve, da cui un nemico comune non ha scampo.
E il colpo più forte di Yin Ling sta nel momento in cui libera del tutto la propria energia: allora il suo passo diventa parecchie volte più pronto che nella prima fase, e in un istante è davanti al nemico; poi, con una serie di attacchi che abbagliano, lo scaraventa in aria. E in quell’istante in cui il nemico è scagliato in alto, Yin Ling balza all’indietro in un attimo, gli scocca addosso più frecce insieme e subito dopo fa detonare lo Sha nelle frecce che l’hanno colpito: così il nemico muore in un batter d’occhio.
Gli anni giovani
Cinque anni prima dell’«Organizzazione», sulla Piana della Stella Caduta a nord del Mondo illusorio, in una famiglia di pastori nomadi nacque una bambina: si chiamava Yin Ling.
Forse perché fin da piccola cavalcava e pascolava l’erba con i genitori, Yin Ling fu arciera fuori dal comune già da bambina: perfino un’oca selvatica in volo, lei la abbatteva alzando la mano.
E tuttavia tutto questo si fermò di colpo nel quindicesimo anno dell’«Organizzazione».
Nel quindicesimo anno dell’«Organizzazione» fra i popoli del nord scoppiarono contraddizioni aspre, che finirono per diventare una faida di sangue travolgente tutta la steppa. In quella guerra Yin Ling e la sorella minore, Luna Rossa, persero i genitori e persero la tribù in cui avevano sempre vissuto.
Quando le lame degli stranieri stavano ormai per portar via la loro vita, comparve un uomo in vesti verde-azzurre: alzò una mano soltanto, e quei furiosi stranieri che le avevano accerchiate caddero a terra uno dopo l’altro.
Da quel giorno, sulla steppa ci fu una ragazza di nome «Yin Ling» in meno; al suo posto, nell’«Organizzazione» comparve un’inviata umana di valore eccezionale.
Dopo essere entrata nell’«Organizzazione», Yin Ling continuò ad allenare l’arcieria senza mai concedersi rilassamenti, e davanti ai compiti che gli altri inviati umani non volevano prendere lei li portava comunque a termine senza voltarsi indietro. Non c’era altro motivo: era tutto per ripagare quell’uomo in vesti verde-azzurre — il Signore dell’Oltretomba — del debito per la vita salvata.
Così Yin Ling passò dieci anni nell’«Organizzazione», indaffarata e piena; eppure non avrebbe mai potuto immaginare che, proprio quando cominciava a credere di poter vivere lì in pace per sempre con la sorella, un incarico piovuto dal nulla le avrebbe rovesciato la vita da cima a fondo.
L’invio a sud
Nel venticinquesimo anno dell’«Organizzazione» il Signore dell’Oltretomba affidò a Yin Ling un incarico segretissimo: andare nel Wulin del Sud, indagare su quella «grande nave del re demoniaco» che si diceva vagasse senza posa sopra il Wulin del Sud, trovare il modo di entrarci, e preparare il terreno per il giorno in cui l’«Organizzazione» avrebbe spazzato via il Wulin del Sud.
Yin Ling accettò l’incarico senza esitare; quella notte guardò ancora una volta la sorella che dormiva profondamente, poi prese il proprio arco di piume d’oca e andò a sud senza voltarsi, da sola, insinuandosi nel Wulin del Sud.
Nel mese che seguì, le sue tracce coprirono ogni angolo del Wulin del Sud; appostata nell’ombra, si muoveva quando veniva il momento, e con un’arcieria di maestria impareggiabile mise a morte innumerevoli assassini dal volto di spettro. Quegli assassini non videro mai la sua figura, e alcuni non fecero in tempo a capire da dove fosse venuta la freccia che già avevano perso la vita.
E mentre vagava per il Wulin del Sud, Yin Ling tentò anche di indagare in silenzio; ma in fondo era una sola, e alla fine poté soltanto stabilire che quegli assassini dovevano aver subito una qualche trasformazione, e che i loro corpi erano ormai del tutto diversi da quelli di un comune praticante di arti marziali.
Ma lei, allora, non immaginò certo che un giorno anche su di sé sarebbe stata praticata quell’arte della trasformazione.
Man mano che Yin Ling demoliva gli assetti di quella «grande nave del re demoniaco» nel Wulin del Sud, finì per suscitare davvero l’«interesse» di quella misteriosa organizzazione; e alla fine, per catturare questa donna fantasma che andava e veniva senza lasciare traccia, perfino gli uomini migliori — il Gentiluomo dal Volto di Spettro, lo Spettro dell’Acqua, Daosha — uscirono insieme, solo per prenderla. Circondata da innumerevoli assassini dal volto di spettro e da nemici potenti, Yin Ling fu alla fine sopraffatta dal numero e catturata viva.
E anche così, Yin Ling non lasciò sfuggire una mezza parola sulle proprie origini e sui propri scopi; alla fine quelli riuscirono a scoprire soltanto il suo passato prima di entrare nell’«Organizzazione».
E fu proprio per questo che questa donna dal passato limpido e dall’arcieria e dal passo impareggiabili riuscì ad attirare l’attenzione del padrone di quella misteriosa organizzazione.
Quel giorno Yin Ling si svegliò da uno svenimento fra ondate di fitte lancinanti; quando aprì gli occhi vide di essere stesa su un letto, circondata da un gruppo di persone strane — persone, per così dire, benché alcune non avessero più l’aspetto di persone.
E fra costoro spiccava un uomo dai capelli lunghi, seduto su un carretto a quattro ruote, con uno strano sorriso sul volto: ghignando, con un accento che Yin Ling non aveva mai udito prima, disse che cosa era venuto a fare.
«Eh eh eh. Interessante: hai davvero superato la prova! Ti do il benvenuto: da ora in poi sarai ufficialmente una di noi»
Yin Ling non sapeva perché, ma le parve di sentire una forza diversa scorrere nel sangue; sapeva di non essere più quella di prima. Il cuore nel petto le batteva impazzito, fuori dal suo controllo.
Anche gli altri intorno a quell’uomo dai capelli lunghi risero, con un riso malvagio,
«Un piccolo regalo di benvenuto, eh eh eh. Senti quella forza?»
«Dato che ci tieni tanto a questo posto da quattro soldi, il signore ha detto che qui è tuo, d’ora in poi.»
«Quei tizi in città, quelli con cui hai già incrociato le lame, Daosha, lo Spettro dell’Acqua e gli altri, naturalmente obbediranno anch’essi ai tuoi ordini.»
«Però, quella cosa che hai nel petto è ancora in fase di prova: se ti allontani dal Wulin del Sud anche di mezzo passo e succede qualcosa, noi non possiamo farci niente, eh eh eh eh.»
Quel giorno Yin Ling seppe per la prima volta il nome di questa organizzazione, il «Miraggio», e giurò fedeltà a quell’uomo dai capelli lunghi: il Signore del Miraggio.
Da allora, grazie alle sue doti eccellenti, la posizione di Yin Ling nel Miraggio salì sempre più, finché divenne l’unica persona di fiducia accanto al Signore del Miraggio, incaricata di coordinare tutte le forze del Miraggio nel Wulin del Sud.
Da una posizione così alta sapeva che l’«Organizzazione» entro qualche anno avrebbe inghiottito il Wulin del Sud, e che lei doveva pazientare e non tradirsi, come agente interna. Questo era il suo compito.
E in quel periodo venne anche a sapere, a poco a poco, che dietro il Signore del Miraggio c’era un’altra forza, il Consiglio degli Undici, a tenere il Miraggio in pugno nell’ombra. Il Miraggio del Wulin del Sud non era che una facciata: il vero Miraggio era molto più grande di quanto avesse immaginato.
Avvolta in una sorveglianza senza fine, in sospetti e gelosie, non desiderava altro che tornare nell’«Organizzazione»; ma il suo cuore era stato trasformato, e insieme a una forza maggiore le era stata impiantata l’Arte del Cuore Trafitto: appena uscita dal Miraggio le sue vene cardiache si sarebbero lacerate, come un uccello chiuso in una gabbia spinosa, senza più alcuna via d’uscita.
Così poteva solo aspettare; e quell’attesa durò cinque anni, cinque anni di solitudine.
La Battaglia del Miraggio
Nel ventinovesimo anno dell’«Organizzazione» entrò nel Miraggio un uomo di nome Xuanyu: disse di essere stato inviato umano dell’«Organizzazione» e di voler mettere per intero sul tavolo i piani che l’«Organizzazione» aveva nel Wulin del Sud, in cambio di un posto nel Miraggio.
Yin Ling ebbe dei dubbi. Xuanyu era mite come la giada e cortese fino al midollo: a prima vista era l’uomo dei sogni di mille ragazze; eppure qualcosa, nel profondo di lei, le diceva che quest’uomo non era affatto semplice come sembrava.
Yin Ling provò a interrogarlo di traverso, e gli chiese anche perché mai, avendo già solide radici nell’«Organizzazione», volesse rovinarsi il futuro entrando nel Miraggio. Ma alla fine Xuanyu sorrise appena e disse una frase assai bizzarra:
«Forse solo una persona intelligente può capire che cosa sto facendo; naturalmente, non so che cosa la signorina si aspetti, ma il risultato potrebbe deluderla.» Da allora Yin Ling non vide più Xuanyu, finché non arrivò la notizia che il Gentiluomo dal Volto di Spettro lo aveva ucciso.
Passarono poi alcuni mesi, e proprio quando Yin Ling cominciò a credere di essere stata del tutto dimenticata e di dover consumare lì la propria vita, l’«Organizzazione» mandò finalmente i suoi uomini ad attaccare il Miraggio.
Lei non aveva dimenticato la propria missione: per riuscire a condurli in profondità e insieme per gettare fumo negli occhi del Signore del Miraggio, cominciò a disseminare false piste.
Il decimo giorno del settimo mese del trentesimo anno dell’«Organizzazione», Yin Ling, sola, su una piccola barca, passò il lungo ponte, entrò nel bosco nero sconfinato e cercò le tracce dell’«Organizzazione».
Nel bosco nero le ombre dei bozzoli si addensavano a strati e gli alberi ciechi salivano al cielo. Lesta e leggera, si arrampicò su un albero cieco e sfuggì agli occhi e alle orecchie della gente del Miraggio. In realtà non aveva bisogno di nascondersi: non voleva essere disturbata.
All’ora del Mao (5-7), Yin Ling se ne stava nascosta in un viluppo di rami secchi, da cui in lontananza si scorgeva, nel profondo del bosco nero, il re nel bozzolo che si intratteneva con il Signore del Miraggio, ciascuno prendendo dall’altro ciò che voleva: il Re dei Diecimila Mali.
Ormai il Re dei Diecimila Mali era in fin di vita; accanto a lui stavano molti uomini dell’«Organizzazione», e fra loro due giovani, uno in nero e uno in viola, gli puntavano le spade contro i punti vitali. Il giovane in nero premeva con forza, e la lama rossa nella sua mano esalava un sangue che pareva evaporare. Il giovane in viola aveva un contegno tranquillo, la spada nel fodero, come se non avesse preso parte alla battaglia. I due avevano un portamento fiero; dieci anni prima Yin Ling ne avrebbe avuto il cuore turbato, ma l’età in cui il cuore di una ragazza si scalda era passata da un pezzo.
Solo il legato di Xuanyu poteva averli guidati fin qui. Ma quel legato era il mezzo di un complotto intricato: dal corpo del Re dei Diecimila Mali il veleno colava senza sosta, come se volesse morire insieme a tutti gli uomini dell’«Organizzazione» presenti.
Xuanyu, dunque, non era morto: voleva aizzare una lotta senza fine fra l’«Organizzazione» e il Miraggio, lasciare che si rovinassero a vicenda e trarne infine profitto. Ma chi tradisce l’«Organizzazione» è destinato a fallire, chiunque sia.
Yin Ling tese l’arco, trasse un respiro profondo e scoccò una freccia ferma, che centrò il cuore del Re dei Diecimila Mali.
Il Re dei Diecimila Mali aveva i giorni contati; il corpo appeso all’albero cieco lasciò un’ultima parola senza forza: «Come mai sei tu?»
Lei finse freddezza e dischiuse appena le labbra rosse: «Hmph. Una pedina scartata.»
Yin Ling non badò alle domande dei due giovani e in fretta si nascose nell’oscurità. Alla freccia era legata una lettera, che diceva loro di andare a Luocheng: lei voleva guidare passo dopo passo gli uomini dell’«Organizzazione» a distruggere il Miraggio. Riponeva in loro la speranza, ed era convinta che avrebbero battuto il Miraggio e poi sconfitto Xuanyu; solo che lei non avrebbe mai potuto vedere quel giorno.
Yin Ling sapeva di essere anch’essa una pedina; ma anche una pedina ha il potere di governare la partita, fosse pure solo in parte.
L’undici, Yin Ling stava a prua del «Drago d’Argento» del Miraggio, fermo in quel momento sul fiume interno di Luocheng; a bordo c’erano assassini del Miraggio in numero incalcolabile, e con la nave viaggiavano innumerevoli cannoni pesanti e balestre robuste. Lì si preparava a recitare, da sola e per conto proprio, una scena per quei giovani venuti dall’«Organizzazione».
Nel pomeriggio, quando in lontananza comparve quella nave-drago predisposta da tempo, Yin Ling seppe che i due giovani erano arrivati in barca.
Davanti a loro Yin Ling continuò a fingere di voler strappare ai due l’occhio di Xuanyu. Fallito il negoziato, mise in moto il «Drago d’Argento» e sul grande fiume ingaggiò con i due giovani una battaglia sfrenata.
Alla fine il «Drago d’Argento» fu colpito dai colpi di cannone che i due giovani continuavano a rimandare indietro, e Yin Ling, soddisfatta in cuor suo, portò la nave a sparire sul grande fiume e si appostò di nuovo nella fabbrica di droga del Miraggio, in fondo alle fogne di Luocheng.
La sera del dodici, Yin Ling assistette dall’ombra agli uomini dell’«Organizzazione» che trovavano lo Spettro dell’Acqua di guardia alle fogne e lo battevano. Visto che lo Spettro dell’Acqua si preparava a balzare di nuovo in piedi per tuffarsi nell’acqua e fuggire, scoccò subito una freccia mortale e lo abbatté sul posto; poi arretrò di nuovo, pronta a condurre gli uomini dell’«Organizzazione» alla fortezza di Guze.
Il tredici, Yin Ling assistette da lontano agli uomini dell’«Organizzazione» che demolivano il congegno «Annientamento» e il congegno «Yanshi» di Ci’er; e vedendo che Ci’er cominciava a ostinarsi a combattere fino alla morte con loro, Yin Ling si fece avanti in fretta e le ricordò che l’urgenza era portare via il congegno «Annientamento». Poi Yin Ling sparì di nuovo.
Sparita, Yin Ling tornò dentro la nave volante del Miraggio; sapeva che ormai mancava un solo passo perché l’«Organizzazione» la distruggesse, e che lei doveva portare a termine la propria «missione» un’ultima volta.
Il quindici, Yin Ling, in attesa nel profondo della nave volante del Miraggio, vide finalmente arrivare gli uomini dell’«Organizzazione»; ma con suo sgomento fra loro c’era anche sua sorella — Luna Rossa!
Davanti al richiamo della sorella, Yin Ling desiderò con tutto il cuore di potersi aprire e dire loro ogni cosa. Ma sapeva di non poterlo ancora fare, di non poter ancora confessare così la propria vera identità: prima di allora doveva combattere contro di loro fino all’ultimo.
Quel giorno Yin Ling ingaggiò con loro una battaglia senza pari: frecce a migliaia cadevano dal cielo come piume lucenti, simili al sontuoso movimento finale di una musica.
Dopo qualche scambio di lame e di ombre di spada, perse per mano degli uomini dell’«Organizzazione» con immenso conforto; negli ultimi istanti della vita Yin Ling confessò finalmente alla sorella e agli uomini dell’«Organizzazione» la propria vera identità e tutto ciò che sapeva, poi pregò Luna Rossa di riferire al Signore dell’Oltretomba per lei: «La missione di Yin Ling è compiuta, il debito di quell’anno è stato ripagato». Detto questo, Yin Ling spirò, all’età di trentacinque anni; e le informazioni che lasciò prima di morire sarebbero state un anello decisivo per la distruzione del Miraggio da parte dell’«Organizzazione».
Sopportando l’umiliazione e il peso, morta in terra straniera: fin dal giorno in cui aveva ricevuto quell’incarico, Yin Ling aveva saputo quale sarebbe stata la sua fine.
Ma non se ne pentì: provava solo calma e liberazione.
Almeno la missione era compiuta, e il debito di quell’anno alla fine ripagato. Nel momento in cui chiuse gli occhi aveva un sorriso sul volto, e il cuore era una piuma in cielo, che volava libera.