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La figlia maggiore dei nove figli dei Long, seconda nella linea diretta, aveva un talento eccezionale per la spada: all’epoca era chiamata «la prima spadaccina del Wulin», e la sua arte marziale era la più profonda fra i «nove figli dei Long».
Credeva nella mentalità dei forti — «la forza prima di tutto» — era piuttosto calcolatrice e spietata, abile negli intrighi, sapeva imporre la propria autorità con forza assoluta e metodi duri, ed era convinta che solo il suo modo di agire avrebbe portato più lontano i Long; per questo era in conflitto irriducibile con Long Wu, che prediligeva la clemenza unita al rigore e un agire magnanimo.
Nell’anno dodici dell’«Organizzazione» morì insieme al fratello Long Wu a Xinglong Zhuang.
Long Yijue, la più dotata nelle arti marziali fra i «nove figli dei Long», trasformò con originalità il proprio soffio di spada dorato in un’entità capace di attirare a sé lo Sha altrui, e su questa base creò la propria tecnica unica, l’«Ombra di Spada della Stella Fredda».
L’Ombra di Spada della Stella Fredda
Accumulando energia condensava un cristallo di soffio di spada dotato di una fortissima capacità di attrazione: quel cristallo, grazie a un’affinità straordinaria con lo Sha, permetteva a Long Yijue di attirare a sé ogni oggetto in grado di produrne. Al tempo stesso, entro un certo raggio, condensava innumerevoli soffi di spada dorati e li faceva ruotare in un vortice, così che tutti i nemici attratti venivano triturati dentro quel turbine.
Quando il cristallo centrale non riusciva più a reggersi, Long Yijue, nell’istante in cui si sgretolava, lo governava in modo da scomporlo in innumerevoli soffi di spada dorati comuni e li liberava tutti insieme: i nemici venivano respinti e al tempo stesso trafitti da innumerevoli soffi di spada.
Da bambina
Long Yijue, seconda figlia della linea diretta dei Long, fin da piccola sosteneva un principio: soltanto chi è forte può godere degli onori e della ricchezza riservati ai forti.
Era intelligente e dotata, con un talento e una preparazione eccezionali nelle arti marziali: fra i coetanei solo «Long Mingyu», nato da un ramo collaterale, la superava, mentre nell’intero Wulin di allora non aveva rivali; per questo ottenne il titolo di «prima artefice marziale del Wulin». Molti, allora, pensavano che per la seconda dei Long ottenere la piastra dei Long, simbolo del casato, fosse ormai questione di giorni.
Fino alla nascita del quinto figlio del vecchio capo della famiglia, Long Tairan: Long Wu.
Fin dai primi studi Long Wu mostrò un talento altissimo, anche se nella pratica marziale restava inferiore alla seconda dei Long. Lei però sentiva che l’attenzione e le risorse che Long Tairan riversava su Long Wu superavano di gran lunga quelle degli altri giovani dei Long: un atteggiamento che bastava a mostrare chi fosse, agli occhi di Long Tairan, il vero erede. Long Yijue non se ne curava, perché credeva che solo la forza dicesse tutto e che la guida del casato sarebbe andata soltanto al più forte.
Il cambiamento
La via che sale è sempre crudele e solitaria, e più si va lontano su quella via, più si diventa simili a essa. Long Yijue lo sapeva bene.
Eppure, quando la morte le si avvicinò in silenzio e in un istante le fu a un palmo, non poté fare a meno di inorridire: nella torta portata da un suo fedelissimo, che la seguiva da anni, era nascosto un veleno micidiale; se non ne avesse spezzato un pezzo a caso per darlo alla sua amata mastina, sarebbe morta sul colpo.
La cagna avvelenata si contorceva e guaiva ai suoi piedi; per alleviarle la sofferenza, le spezzò il collo.
La creatura che poco prima le stava accanto, la sua vivezza e il suo calore, le scivolò così dalle mani in un istante: questa era la sua via. Il mondo è spietato; solo la durezza e la rapidità permettono di dominare il cielo e la terra… crudele e solitaria.
Fu proprio mentre seppelliva la mastina che Long Yijue incontrò per caso Long Xing, il nono e ultimo fratello, un tipo singolare della linea diretta dei Long, dotato nelle arti marziali ma restio a mostrarlo. Forse perché la sua espressione era troppo facile da leggere, forse perché quello sguardo le era fin troppo familiare: lo aveva già visto negli occhi della mastina che sembrava chiederle da mangiare. Senza sapere perché, gli parlò di molte cose: delle sue vedute sugli affari del casato, di ciò che aveva imparato nelle arti marziali, e delle grandi ambizioni che nutriva per il futuro.
La guida della via ortodossa
Come prima combattente della nuova generazione della linea diretta dei Long, anche se la sua forza concreta non reggeva il confronto con Long Mingyu, Long Yijue, grazie al proprio rango, nelle discussioni del casato e della via ortodossa contava spesso più di Long Mingyu.
Nell’agire, all’opposto di Long Wu — che con bontà e imparzialità si era guadagnato il sostegno della gente del mondo marziale — Long Yijue imponeva la propria autorità con forza assoluta e pugno di ferro. A suo avviso, il modo di Long Wu di mostrare virtù e contenere il rigore, di distribuire favori e punire poco, per l’attuale casato dei Long era solo un danno.
Nel Wulin di allora cominciava a diffondersi un clima corrotto e conservatore: sempre più reggitori di casati ortodossi si limitavano a occupare il posto senza fare nulla e a schiacciare chi dissentiva. Che Long Wu restasse fedele a un agire magnanimo, agli occhi di Long Yijue, non solo avrebbe dissipato inutilmente il prestigio dei Long, ma avrebbe anche contaminato il nobile casato con quel marciume e l’avrebbe trascinato nella palude delle beghe del mondo marziale.
Era convinta che solo mettere sempre al primo posto l’interesse dei Long fosse la via giusta. E fu proprio il suo carattere deciso e spietato, la sua capacità di tessere piani e di decidere, a farle raccogliere un gran numero di casati ortodossi conquistati dal suo carisma, di gente del mondo marziale che ammirava i più forti e di membri del casato che ritenevano i Long superiori a tutti.
La lotta interna al casato
Nell’anno dieci dell’«Organizzazione», il vecchio capo Long Tairan morì d’improvviso senza motivo, e l’intero casato dei Long piombò nel terrore mentre le voci si moltiplicavano. Fu allora che Long Wu si fece avanti di persona, dichiarando che avrebbe scoperto la verità sulla morte del padre e poi assunto la guida del casato, e che nel frattempo si sarebbe trasferito nella propria dimora esterna, «Xinglong Zhuang». Dopo di che Long Yijue sentì chiaramente che il quinto fratello stava sempre più insinuando in tutti un’idea — che fosse stata lei a tramare nell’ombra la morte del padre — e già qualcuno della sua fazione insinuava che la morte del vecchio capo la riguardasse. Long Yijue, naturalmente, non aveva mai attentato al padre, ma sapeva di dover colpire per prima e vincere Long Wu prima che la accusasse apertamente.
Nell’anno dodici dell’«Organizzazione», il Bastione dei Mo fu annientato per mano dell’«Organizzazione». Long Yijue sapeva che il prossimo obiettivo sarebbe stato il casato dei Long, ma ormai i nove figli erano divisi in più fazioni. Se l’«Organizzazione» avesse attaccato, e Long Wu e gli altri avessero invece colto l’occasione per sbarazzarsi di lei? Per questo riteneva che «prima di respingere il nemico esterno si debba pacificare l’interno», e che dovesse eliminare per prima la fazione di Long Wu. A tale scopo radunò all’interno il quarto figlio, Long Lie, che da tempo nutriva rancore verso Long Wu, e Long Jiu, che la seguiva da sempre, più i sicari che aveva allevato negli anni; all’esterno non esitò a stringere alleanza con l’«Organizzazione» per sradicare insieme il ramo di Long Wu.
Va detto che l’occhio di Long Yijue era molto sicuro: sapendo che la forza di Long Mingyu era fuori dal comune, decise di usare l’astuzia — allontanare la tigre dalla montagna e poi dividere per indebolire. Diffuse indizi sul fatto che nel Bastione dei Mo si trovasse la verità sulla morte del vecchio capo, così da attirare là Long Mingyu o Long Wu; e poiché Xinglong Zhuang era la base della fazione di Long Wu, i due non sarebbero mai andati insieme alle rovine del Bastione. Long Yijue e l’«Organizzazione», intanto, avevano già teso molte imboscate fra quelle rovine, e mentre gli arrivati cadevano nella trappola avrebbero mosso le truppe contro Xinglong Zhuang.
E così fu: diffusa la notizia, Long Mingyu cadde nel tranello e andò da solo a esplorare il Bastione. Long Yijue colse allora il momento e, con il quarto e il nono fratello e alcuni sicari personali, in una notte di pioggia fece visita a Xinglong Zhuang per eliminare in un colpo solo Long Wu, sua moglie e gli altri.
Purtroppo, per quanto il piano fosse completo, per quanto «il primo combattente dei Long» di allora, Long Mingyu, avesse lasciato Xinglong Zhuang, Long Wu colse comunque l’occasione per usare Long Xing come punto debole e trovare quello di Long Yijue: la splendida Long Yijue, alla fine, fallì a un passo dal successo e morì nella grande battaglia di Xinglong Zhuang.
Phantom Blade III
Nell’anno trentotto dell’«Organizzazione» scoppiò di nuovo la rivolta dei «Cinque Diti», e gli uomini dei «Cinque Diti» cominciarono a tentare di richiamare le coscienze degli antichi maestri del Wulin per riportarle nel mondo. Grazie alle loro operazioni, Long Yijue riuscì finalmente a risvegliarsi di nuovo nella Discordance: e questa volta procederà un passo alla volta, per conquistare davvero la vittoria!