Prima del massacro di Tianling
Il vero controllore del «Signore del Miraggio», e l’allievo più stretto del miglior spadaccino del mondo, Yun Zhongzi. Dice di sé di essere il discendente di una nobiltà decaduta.
Il suo nome è ormai cosa passata, e si dice che il suo cognome venga da una famiglia di alto lignaggio.
La sua famiglia uscì sconfitta dalla lotta per il potere imperiale, e per lui non c’era più alcun futuro nella carriera pubblica. Quando divenne adulto, il padre ormai vecchio gli donò un tesoro di valore inestimabile, la Spada d’Oro, e poco dopo si spense.
Questa Spada d’Oro ha lama lunga e larga, ed è un’arma divina forgiata dagli antenati. Si dice che sia un’arma di enorme potenza, capace di sprigionare, insieme alla forza di chi la impugna, una letalità devastante.
Da giovane il Cavaliere d’Oro non pensava che a diventare il più forte del Wulin, e così si mise alla scuola del più celebre spadaccino del mondo, Yun Zhongzi.
Aveva una capacità di comprensione straordinaria, e nell’arte della spada progrediva rapidamente; ma lui, abile nei calcoli, nascondeva le proprie capacità e restò un discepolo qualunque.
Alla fine, in uno scontro all’apice, Yun Zhongzi perse contro Tie Junzi e restò gravemente ferito.
Il titolo di «miglior spadaccino del mondo» cambiò padrone. Yun Zhongzi, scoraggiato, seppellì la spada famosa e il manuale di scherma dietro la Sala dei Riti e delle Spade, si curò le ferite in pace e non si fece più vedere in giro.
Il leone caduto non ha più artigli né fama. Yun Zhongzi non era morto, ma la sua eredità non era ancora passata a nessun discepolo.
Il Cavaliere d’Oro non aspettò oltre: approfittando delle gravi ferite di Yun Zhongzi, con la scusa di andarlo a trovare lo assassinò sul letto di malattia, e poi sterminò con crudeltà tutta la famiglia di lui, senza risparmiare nemmeno il figlioletto di un servo. Disotterrò la spada famosa e il manuale, e sparì senza lasciare traccia.
Si nascose in un luogo segreto e si allenò per anni, finché apprese l’arte della spada di Yun Zhongzi. Il titolo di spadaccino però lo interessava poco, e non prese parte alle dispute di fama fra gli spadaccini del mondo marziale.
Fu invece in un’occasione casuale che il Cavaliere d’Oro conobbe Xuanji, anche lui eremita del mondo marziale; dopo alcuni incontri i due si stimarono a vicenda, e lui lodò molto l’idea del «Nuovo Mondo» di Xuanji. Così i due ordirono insieme la trama del Picco di Tianling.
Quando però vide quanto fosse atroce il massacro reciproco fra la gente, e quanto fosse impotente di fronte a una situazione fuori controllo, il Cavaliere d’Oro sentì il terrore del Tomo Celeste e del «Nuovo Mondo», e un desiderio di «controllo» come non aveva mai provato. In un lampo trasse la spada e la conficcò in Xuanji. Ma il colpo in punto di morte di Xuanji gli cavò gli occhi.
Dopo essere diventato cieco, il Cavaliere d’Oro non aveva più via di ritorno: decise di portare avanti il piano che aveva già condiviso con Xuanji, aggiungendovi però alcune variabili, per tenere saldamente la situazione in pugno…
Dopo il massacro di Tianling
Dopo anni di studio e di meditazione, la sua arte della spada era arrivata a un livello che nessuno sapeva più dire. Per ottenere un effetto di allenamento migliore, passava l’anno in una stanza capace di sopprimere il Sha, e si dice che anche lì riuscisse a eseguire una scherma potente. Una volta tolta la soppressione, mostra una forza terrificante, dieci o perfino cento volte quella del suo maestro.
Nel complotto originale, oltre al generatore di Sha, Xuanji aveva costruito anche un dispositivo di soppressione del Sha, per contrastare lo stato di Sha fuori controllo. Dell’esistenza del dispositivo di soppressione, oltre a Xuanji, sapeva solo il Cavaliere d’Oro, e con la morte di Xuanji lui è rimasto l’unico a possederlo. Ai suoi occhi è la carta che gli basta per dominare il Consiglio degli Undici, e in futuro l’intero Wulin.
Il dispositivo di soppressione del Sha annulla ogni Sha entro un certo raggio: per chi pratica le arti marziali non è meno che l’abolizione delle sue arti, e per gli altri del Consiglio degli Undici, passati per la Transcensione, fa smettere del tutto di funzionare i loro generatori di Sha. Per questo il Cavaliere d’Oro, dopo aver radunato il Consiglio degli Undici, tenne comunque nascosto il dispositivo di soppressione. Ne costruì in segreto uno di scala maggiore, e modificò «Duo», la membro del Consiglio degli Undici priva di volontà propria, impiantandole il comando del dispositivo nel corpo.
Quando cominciò la grande battaglia con l’Organizzazione, anche il piano del Cavaliere d’Oro si mise in moto: lasciare che gli altri del Consiglio degli Undici e l’«Organizzazione» si distruggessero a vicenda, sistemare lui i resti con il «dispositivo di soppressione del Sha», e infine incassare tutto: le risorse umane e materiali dell’«Organizzazione», i risultati delle ricerche del Consiglio degli Undici sul «Volume Rimasto del Tomo Celeste» e quelli della famiglia Xuan sullo stesso volume, e diventare l’uomo più potente della storia, padrone del Wulin.
Purtroppo sottovalutò non solo la forza dell’«Organizzazione», ma anche quella dell’orfana della famiglia Xuan che aveva cresciuto con le sue mani: Xuanyu. Chi vuole dominare il Wulin, del resto, non fa mai una bella fine.